Regia di Alison Klayman.

Interpreti: Stephen K. Bannon, Sean Bannon, Louis Aliot, Raheem Kassam, Paul Gosar.

Dopo i commenti ai violenti fatti di Charlottesville, Virginia (11 agosto 2017), sede del raduno di neonazisti bianchi, Steve Bannon, consigliere strategico di Donald Trump, è costretto a dimettersi. Lo si vede nei primi minuti di The Brink, documentario in stile cinéma-vérité costellato di dati e materiali giornalistici. Un pedinamento autorizzato, durato oltre un anno, tra 2017 e 2018: grazie alla mediazione della produttrice Marie Therese Guirgis, che ha collaborato in passato con Bannon, la filmmaker Alison Klayman (Ai Weiwei Never SorryTake Your Pills) ha potuto tallonarlo tra spostamenti ai comizi per le elezioni di midterm, incontri con la stampa, dietro le quinte, meeting privati in camere d’albergo. Lui, lo si capisce dalle prime scene, in cui descrive con toni ammirati l’ingegno industriale tedesco infuso nella costruzione di Birkenau, accetta anche per (malcelato) narcisismo e soprattutto perché la cinica lezione imparata dall’attuale presidente degli Stati Uniti è che “non esistono cattivi media”.