Regia di Lance Daly.

Interpreti: Barry Keoghan, Hugo Weaving, Jim Broadbent, Sarah Greene, Moe Dunford, Stephen Rea.

Martin Feeney, dopo aver combattuto da irlandese per la corona inglese in Afghanistan, fa ritorno in patria con un sogno: convincere la sua famiglia – madre, fratello, nipoti – a trasferirsi in America. Ma siamo nel 1847, l’anno nero della storia d’Irlanda, e ad accoglierlo trova un paese profondamente diverso da quello che ha lasciato. I raccolti di patate sono andati a male, la carestia ha piegato la popolazione, e quello che non ha fatto la fame l’hanno fatto la malattia, il freddo, la miseria. E gli inglesi. Ci mette poco, Martin, a rendersi conto che la corona inglese, per cui ha rischiato la vita in Medio Oriente, non ha alcuna pietà per gli irlandesi, considerati alla stregua di una razza inferiore: bestie da far lavorare, da convertire in cambio di un tozzo di pane, da addomesticare come fossero animali. Comincia cosi la sua vendetta, sanguinaria e impietosa, contro tutti i simboli del potere britannico: il giudice che ha impiccato il fratello, l’esattore delle tasse che non ha avuto pietà della madre, e su lungo tutta la gerarchia. Presto la polizia locale si mobilita per braccarlo, e sulle sue tracce viene messo Hannah, cacciatore di taglie specializzato in disertori. Ma Hannah e Martin condividono un passato che li accomuna e li rende molto simili, a dispetto delle diverse nazionalità.