Prossimamente sulla Luna’s…

Ivano Calaon: Dioniso – una vertigine che danza |
Giovedì 18 novembre h 21 (sulla Luna!)
Dopo quasi due anni si può tornare stare insieme la notte, a bere, a danzare. È possibile tornare a teatro, andare in terre lontane. È tempo di concedersi qualche follia.
C’è un dio che ama il vino, la danza, la notte, la compagnia, il teatro, un dio che è andato lontano ed è tornato in patria. Un dio che viene afferrato dalla follia, fatto a pezzi e poi si ricompone.
Dioniso è Il suo nome. È affascinante ma pericoloso. Inebriante e ambiguo. Ha corna in testa, veste una pelle di leopardo, sembra un ragazzo o forse una ragazza. Viene seguito da donne che danzano invasate al ritmo di tamburelli. Qualcuno dice che non sia un dio, ma un impostore venuto da oriente, un ubriacone donnaiolo e insolente, un pericolo per l’ordine della città.
Follia, però, è negare la divinità di Dioniso: perde la testa chi cerca di imprigionarlo, chi non si unisce alla sue danze, chi vuole spiegarlo senza lasciarsi inebriare dal sangue della vite.
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Giovedì 18 novembre Ivano Calaon racconta “Le Baccanti” di Euripide, ovvero la storia di ciò che accadde quando Dioniso fece ritorno a Tebe, la città nata da denti di drago.
È gradita la partecipazione con un calice di vino. Scuro, come il mare.

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INGRESSO SOLO SU PRENOTAZIONE
FORMULA UP TO YOU: donazione minima 5 euro a persona.
Consumazione facoltativa
Info e prenotazioni: 011.6690577
PRIMA E DURANTE LO SPETTACOLO E’ POSSIBILE ORDINARE DALLA CARTA DEI NOSTRI APERITIVI
Potranno accedere allo spettacolo un massimo di 25 spettatori per garantire il distanziamento interpersonale.
Non si può assistere allo spettacolo senza prenotazione e non sarà consentito l’accesso al locale senza mascherina e green pass.
SI CONSIGLIA CALDAMENTE DI ARRIVARE 30 MINUTI PRIMA DELL’INIZIO per consentire un servizio agevole.


Alberto Borgatta: Storie di Olimpia. Racconti di sport, uomini e grandi imprese Venerdì 19 novembre h 21 (sulla Luna!)
Fin dall’alba dei tempi, lo sport è sempre stato un importante veicolo di storie. Da esso si traggono racconti di grandi imprese, di uomini, di
vittorie e di sconfitte. Vicende che spesso han finito per andare oltre il loro significato sportivo in senso stretto, entrando a tutti gli effetti a dialogare con la cosiddetta “Grande Storia”.
Non esiste simbolo sportivo più importante dei giochi olimpici: un’Olimpiade, infatti, è a tutti gli effetti una celebrazione dello Sport al più alto livello possibile, oltre a essere un autentico contenitore di tutte le principali discipline.
Per questo motivo le Olimpiadi sono il punto di partenza di Storie di Olimpia: un viaggio nel tempo, dall’antichità a oggi, che proprio dai giochi, quelli antichi e quelli moderni, vuole comprendere percorsi diversi, lontani tra loro nello spazio e nel tempo, ma accomunati dal racconto di grandi imprese umane, di vicende a metà strada tra realtà e leggenda che hanno saputo lasciare un segno nella storia dell’Umanità.
A cura di Alberto Borgatta, storico, divulgatore e autore teatrale. Tra i suoi lavori, le narrazioni Ho lasciato la Mamma mia (2015), UNDICI (2016), Brundibar, Metz Yeghern (2018), Terra Nova (2019), Fellini, Cinecittà (2020) eL’ultimo viaggio di Dante (2021), i testi delle produzioni musicali a cura del collettivo Borgatta’s Factory (Natale in musica per la Sacra di San Michele, realizzato nel dicembre 2020
con il patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e Città di Torino, The Cartoon Show, Radio Libertà, Prendi tra le mani la testa, Sognando California) e dei cortometraggi Nowak (2019) e Wilhelm Brasse: il fotografo di Auschwitz (2021), e i documentari brevi Olea: olivo in Val di Susa (2020), Una storia in viaggio (2018),Insulo de la Rozoj (2020) e Della natura delle bestie (2019)

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INGRESSO SOLO SU PRENOTAZIONE
FORMULA UP TO YOU: donazione minima 5 euro a persona.
Consumazione facoltativa
Info e prenotazioni: 011.6690577
PRIMA E DURANTE LO SPETTACOLO E’ POSSIBILE ORDINARE DALLA CARTA DEI NOSTRI APERITIVI
Potranno accedere allo spettacolo un massimo di 25 spettatori per garantire il distanziamento interpersonale.
Non si può assistere allo spettacolo senza prenotazione e non sarà consentito l’accesso al locale senza mascherina e green pass.
SI CONSIGLIA CALDAMENTE DI ARRIVARE 30 MINUTI PRIMA DELL’INIZIO per consentire un servizio agevole.


Il Brunch ANTIbroncio | tutte le domeniche dalle 12 alle 15

Ebbene sì, torna a gran richiesta il nostro Brunch AntiBroncio per le vostre domeniche lunatiche, pigre e arruffate: sbronciatevi con noi e il sorriso riapparirà sui vostri volti!
Abbiamo rinnovato la formula del nostro brunch quindi avrete a disposizione:
* 6 assaggi salati
* 3 assaggi dolci
…e potrete comporre il vostro piatto a vostro piacimento:
* 1 solo assaggio (dolce o salato) = 4 euro
* 3 assaggi (dolci e/o salati) = 10 euro
* 6 assaggi (dolci e/o salati) = 18 euro
Il menu varia di domenica in domenica.
GRADITISSIMA LA PRENOTAZIONE! 0116690577

Un romanzo che parla di un padre e di un figlio che si rincontrano e riscoprono insieme le loro radici, un romanzo visionario che ci fa fare domande sui nostri rapporti mettendo in luce i giochi di forza che governano singolo e collettività, donne e uomini, potere e vita e un romanzo-denuncia finalmente ridato alle stampe che vede il sud America relegato al ruolo di America di serie B sono le tre letture che vi proponiamo per questa settimana.

Richard Wagamese
LE STELLE SI SPENGONO ALL’ALBA
(La Nuova Frontiera – trad. di Nazareno Mataldi, € 17,50)

Quando il sedicenne Franklin Starlight giunge al capezzale di suo padre Eldon, trova un uomo segnato dall’alcolismo. Sentendo che la sua fine è vicina, Eldon ha chiamato il figlio – che non vede da anni – perché lo aiuti a esaudire un ultimo desiderio, quello di essere sepolto come un guerriero Ojibwe. Franklin all’inizio esita, perché quell’uomo che ha davanti per lui è uno sconosciuto, ma poi decide di assecondarlo e così padre e figlio iniziano un difficile viaggio attraverso le bellissime e selvagge foreste del Canada per giungere al luogo adatto alla sepoltura. Avanzano a piedi e a cavallo e mentre si avvicinano alla meta ripercorrono le loro difficili vite e riscoprono la comune eredità delle origini indiane. Durante questo percorso iniziatico Eldon svelerà a Franklin un mondo che non aveva mai visto e una storia che nessuno gli aveva mai raccontato. Le stelle si spengono all’alba è un romanzo appassionante con un finale commovente, che ci racconta del coraggio di un ragazzo che ritrova suo padre e di una cultura, quella degli autoctoni del Nord America, che vede nella natura una forza in grado di curarci.

Joseph McElroy
DONNE E UOMINI
(Il Saggiatore – Trad. di Andrew Tanzi, € 39)

Udite cosa c’è nel vento. Una canzone, dice qualcuno. Ma, intessuto nella canzone, udite il rumore. Il rumore di una città dove non tutti si conoscono. Una donna sempre giovane, sposata una volta, divorziata una volta, senza figli ma con i suoi seguaci, di nome Grace Kimball; e un uomo di famiglia e viaggiatore, pure lui sposato una volta, divorziato una volta, un uomo di nome Mayn, James Mayn. E se anche non dovessero mai incontrarsi, siamo stati invitati lo stesso—incontro o non incontro—siamo i loro anelli di congiunzione. E non ci sembra di essere qualcosa di più?

New York, anni settanta. In un condominio abitano Grace, che organizza workshop di meditazione corporea, e Jim, un giornalista specializzato in tecnologia. Il sonno di lei viene invaso dai sogni di lui, tra i quali una visione ricorrente in cui uomini e donne vengono uniti «colloidalmente» e spediti a vivere nello spazio come una cosa sola. Eppure, nonostante questo legame arcano, i due non si incontrano mai. Joseph McElroy delinea il ritratto plurigenerazionale di un’America atomizzata, suggerendo una parabola sorprendente che va da un West di antiche credenze e guaritori indigeni a un futuro fantascientifico di fusioni umane, e ci immerge nell’infinito magma delle relazioni che sempre uniscono le donne e gli uomini, il singolo e la collettività, la vita e il potere.

Eduardo Galeano
LE VENE APERTE DELL’AMERICA LATINA
SUR – trad. di Gabriella Lapasini, € 30)

Si spalancano tempi di ribellione e di cambiamenti. C’è chi crede che il destino riposi ai piedi degli dèi, ma la verità è che lavora, come una sfida incandescente, sulla coscienza degli uomini.

L’America Latina è la regione dalle vene aperte. Dalla Conquista ai giorni nostri ogni risorsa naturale e umana è stata depredata e sfruttata, trasformandosi in capitale europeo e, più tardi, statunitense. Metalli preziosi, rame e ferro, petrolio, caffè, frutta, caucciù e forza lavoro sono confluiti all’interno di un sistema capitalistico che ha condannato alla sudditanza e all’instabilità politica un intero continente, a causa non solo del drenaggio delle ricchezze da parte di interessi stranieri, ma anche dell’arretratezza sociale e di un incompiuto – e sempre minacciato – sviluppo democratico. Uscito per la prima volta nel 1971, e oggi riproposto in occasione del cinquantenario della sua pubblicazione, Le vene aperte dell’America Latina «non è stato un libro muto», come ha constatato discretamente il suo stesso autore. Intessendo elementi di analisi socio-economica con un racconto appassionato, Eduardo Galeano ha ricostruito cinque secoli di storia di quella parte del Nuovo Mondo relegata tristemente al ruolo di America di serie b, spingendo intere generazioni di lettori a riflettere sul valore della memoria e sulle strutture geopolitiche che governano il nostro mondo.


Il Nostro Orario
Bianco che più bianco non si può (si spera ancora per un bel po’)
da MAR a DOM continuato: 12 – 21:30