CORSI AIACE 

GLI IMPERDIBILI. Autori e tendenze dell’ultima stagione. Parte I

Quattro appuntamenti per riflettere sui film più significativi della scorsa stagione cinematografica con l’obiettivo di restituire la complessità della produzione e delle tendenze internazionali, tra scelte di stile, caratteristiche narrative e originalità tematica delle varie opere.

Programma degli incontri:

ROMA di Alfonso Cuaron

BORDER-CREATURE DI CONFINE di Ali Abbasi

IL TRADITORE di Marco Bellocchio

SUMMER di Kirill Serebrennikov

giorno: i mercoledì 16-23-30 ottobre e 6 novembre

orario: 21-23.

docente: Umberto Mosca

sede corso: sala Arci – via Verdi 34 Torino

costo: 70 euro (58 euro per chi è già in possesso di tessera Aiace)


DAL CINEMA ALLA TELEVISIONE, E RITORNO

“Adoro questo medium, perché spesso si diceva che il cinema era una d’arte inferiore. Adesso c’è qualche cosa che possiamo guardare dall’alto in basso”. Così diceva il grande regista austriaco Billy Wilder parlando della televisione. Eppure, nel corso degli anni, quello che sembrava solo un contenitore di storie usa e getta, da guardare distrattamente per passare il tempo, è diventato il produttore principale delle storie che ci appassionano, dando forma a diverse mitologie contemporanee di forte presa su diverse generazioni di spettatori. Un tempo, per parlar male di un film si usava l’aggettivo “televisivo”. Oggi nessuno si sognerebbe di farlo. Siamo forse vicino al punto in cui si dirà “è un film bello come una serie tv?”. Ce lo chiediamo in quattro appuntamenti, in cui analizzeremo cosa la televisione ha preso dal cinema e cosa ad esso ha restituito.

La Golden Age

Nel dopoguerra e per tutti gli anni Cinquanta, quando le televisioni cominciano ad entrare nei salotti delle famiglie di tutto il mondo, sono ben pochi i cineasti disposti a lavorare per il nuovo mezzo. Non la pensava così Alfred Hitchcock, che si mette in gioco per l’americana CBS creando una serie “d’autore”. Seguiranno anni in cui la TV si trasforma in una fucina di idee e di autori come Rod Serling (Ai confini della realtà) o Gene Roddenberry (Star Trek), che lentamente incominciano a condizionare anche il cinema…

Gli anni settanta e ottanta

Se gli anni Settanta sono considerati il periodo in cui le produzioni si fanno più standardizzate (i molti polizieschi sono lì a dimostrarlo), è negli anni Ottanta che, complice anche il videoclip, l’estetica televisiva incomincia a modificarsi e a contaminare anche il cinema. Miami Vice, con le lunghe scene notturne della Ferrari lanciata a tutta velocità sulle strade che costeggiano l’oceano è solo uno dei tanti esempi che si possono fare, mentre le narrazioni si fanno più complesse e articolate…

La seconda golden age

Twin Peaks è forse la serie tv più famosa e influente di sempre, il prodotto dell’incontro tra un regista cinematografico visionario e sperimentale come David Lynch e un solido sceneggiatore televisivo come Mark Frost. È il cinema che entra prepotentemente in tv e incomincia davvero a cambiare le carte in tavola: da lì a qualche anno non ci stupiremo più a trovare Quentin Tarantino tra i registi di E.R. – Medici in prima linea

La televisione contemporanea

Oggi le serie trovano spazio anche al festival di Venezia, ma è HBO il canale che, dalla fine degli anni Novanta, ha cambiato il modo in cui oggi guardiamo la televisione. “It’s not TV, it’s HBO”, recitava la tag del canale, avvicinando, anche se non esplicitamente, show come I soprano o The Wire al cinema. Come Game of Thrones ha dimostrato, la tv di oggi non soffre più nessun senso di inferiorità nei confronti del cinema, che anzi sempre più spesso attinge dal piccolo schermo storie, volti e autori.

giorno: i martedì 15-22 ottobre e 5-12 novembre

orario: 21-23.

docente: Matteo Pollone

sede corso: sala Arci – via Verdi 34 Torino

costo: 70 euro (58 euro per chi è già in possesso di tessera Aiace)

 


DAI BEI ROMANZI SI FANNO BRUTTI FILM? 

«Dai bei romanzi si fanno solo brutti film» è una di quelle frasi che capita molte volte di sentire, un luogo comune che spesso si fa strada nei discorsi, più o meno raffinati, all’uscita delle sale cinematografiche. In questo adagio, come in alcune altre affermazioni frutto del senso comune, c’è qualcosa di vero e parecchio di falso. Dietro ci sono pregiudizi intellettuali che il cinema fatica a scrollarsi di dosso. Dietro c’è la storia breve ma densissima di un’“arte industriale”. E poi per fortuna ci sono i libri e i film, che possono aiutarci ad andare oltre ai luoghi comuni se li rileggiamo e li riguardiamo con la giusta attenzione. Parleremo soprattutto di loro nel corso di queste quattro lezioni.  Parleremo di John Steinbeck, Thomas Pynchon, Philip Roth e Jerzy Kosinski; di John Ford, Hal Ashby, Paul Thomas Anderson e Ewan McGregor. Vedremo come si trasformava un grande libro in un film altrettanto grande, eppure diverso, quando il cinema americano e Hollywood erano un sistema molto più rigido di quello attuale. E vedremo come e perché alcuni romanzi importanti e complessi degli ultimi cinquant’anni sono diventati film importanti e ugualmente complessi, mentre altri invece non saranno destinati ad avere la stessa fama dei loro omonimi cartacei.

Nel corso dei quattro incontri verranno analizzati:

Furore di J. Steinbeck e la trasposizione cinematografica di J. Ford

Oltre il giardino di J. Kokinski e la trasposizione cinematografica di H. Ashby

Vizio di forma di T. Pynchon  e la trasposizione cinematografica di P. T.Anderson

Pastorale americana di P. Roth la trasposizione cinematografica di E.McGregor

giorno: i lunedì  21-28 ottobre e 4-11 novembre

orario: 21-23.

docente: Andrea Mattacheo

sede corso: Unione Culturale Franco Antonicelli (via C. Battisti 4)

costo: 70 euro (58 euro per chi è già in possesso di tessera Aiace)


C’ERA UNA VOLTA A… HOLLYWOOD 

  • In occasione dell’uscita del nuovo film di Quentin Tarantino, ambientato nella Los Angeles del 1968, un viaggio nel cinema di quegli anni:  generi,  autori e  divi che hanno dato forma a una stagione di transizione tra classicità e innovazione. Il cinema americano degli anni Sessanta è particolarmente interessante perché dimostra come il progressivo allentamento delle strutture che caratterizzavano l’operato delle grandi case di produzione lasci proliferare esperienze fino a pochi anni prima del tutto inedite. È un periodo in cui tutto sembra mutare: il pubblico, le modalità di fruizione, i circuiti distributivi, i volti degli attori, i nomi dei registi. Una stagione, insomma, che segna un cambio generazionale, il tramonto dell’era degli studiose l’alba di un nuovo modo di fare cinema sullo sfondo dei grandi sconvolgimenti politici e sociali che caratterizzano l’America e il mondo.Nel corso dei quattro incontri si analizzerà:

Il contesto

  • Sulla scorta delle sperimentazioni sul colore e sul formato degli anni Cinquanta, anche il decennio successivo è caratterizzato da film spettacolari che cercano di portare il pubblico, impigrito dalla televisione, in sala. Eppure, proprio all’inizio dei Sessanta si assiste a una serie di flop, da Cleopatra a La più grande storia mai raccontata

I generi

  • In un mercato straordinariamente ramificato, sono altri i film che incontrano i gusti del pubblico, soprattutto quello giovanile che si ritrova nei drive-in a vedere i film dell’orrore che Roger Corman realizza ispirandosi ai racconti di Edgar Allan Poe. Ma sono tutti i generi che incominciano a cambiare…

Gli autori Il western, ad esempio, è in questi anni un genere prevalentemente televisivo. Come per altre serie, anche quelle western formano schiere di giovani registi, ansiosi di passare al grande schermo: da Sydney Pollack a John Frankenheimer, fino a Robert Altman e Sam Peckinpah, sono molti gli autori ad aprire la strada alla Nuova Hollywood…

Gli attori

Con i registi, ovviamente, emerge una nuova classe d’attori. Da Robert Redford a Warren Beatty, da Jane Fonda a Julie Andrews, il cinema degli anni Sessanta segna il primo grande scossone allo star system dei divi ormai un po’ appannati del cinema classico. In particolare, grazie al peso dell’Actors Studio, è proprio la tecnica a cambiare irrimediabilmente…

 

  • giorni:   i lunedì 18 novembre e 2-9-16 dicembre
  • orario: 21-23
  • docente: Matteo Pollone
  • sede corso: Unione culturale Franco Antonicelli (via C. Battisti 4)
  • costo: 70 euro (58 euro per chi è già in possesso di tessera Aiace)

 


AIACE WINTER SCHOOL

 

SCRIVERE UN SOGGETTO CINEMATOGRAFICO

“L’albero è l’esplosione lentissima di un seme” B. Munari.

Il soggetto è la scintilla del film, racchiude in un gioco di scatole cinesi l’opera nella sua complessità, da questo parte infatti  l’intero processo creativo e produttivo.

Come arrivare ad un soggetto che racchiuda per sinossi, motivazioni e approccio narrativo e visivo in maniera più evocativa possibile l’intero film in divenire?

Il corso è volto ad apprendere ed esplorare assieme le strategia di ricerca e scrittura nella per il documentario e per il cinema di finzione, misurandosi con le differenti possibilità espressive e narrative. Irene Dionisio approfondirà, a partire dalla sua esperienza e dal confronto con forme narrative tra di loro anche molto diverse, le fasi che caratterizzano il processo creativo e di ricerca e il passaggio dall’ideazione alla realizzazione dello script.

Verrà chiesto dal primo giorno ad ogni partecipante di lavorare su un proprio progetto filmico che verrà sviluppato durante il workshop.

 giorni: 5 e 6 ottobre

orario: 10-18; 10-17

docente: Irene Dionisio

sede corso: Base Zero (via Catania 18)

costo: 112 euro; 100 euro (per chi è già in possesso di tessera Aiace).



LA REGIA CINEMATOGRAFICA TRA FORME E GENERI DIFFERENTI

Dirigere un film implica spesso un approccio di tipo autoriale che passa dalla scrittura, fino alla sua messa in scena e la sua resa estetica. Daniele Gaglianone, regista e sceneggiatore, approfondirà i motivi delle scelte del regista in relazione alle diverse tipologie di produzione cinematografica (finzione, documentario e sperimentazione con altre forme artistiche). Il workshop è strutturato in due giorni e consentirà di apprendere le strategie di regia a partire dal soggetto di un film.

giorni: 16-17 novembre

orario: 10-18; 10-17

docente: Daniele Gaglianone

sede corso: Base Zero (via Catania 18)

costo: 112 euro; 100 euro (per chi è già in possesso di tessera Aiace).

 


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    CATTURARE LA LUCE: La fotografia per il cinema

La rivoluzione digitale consente a tutti di maneggiare, con esigui investimenti, reflex e telecamere con una resa visiva altissima. Un workshop di due giorni per conoscere a livello pratico come sfruttare al meglio le potenzialità dei mezzi di ripresa.

Verranno approfonditi gli aspetti dell’illuminazione e di composizione dell’immagine in relazione al linguaggio cinematografico, con particolare attenzione alle diverse tipologie di prodotto filmico: dalla finzione al documentario. Durante il corso si sperimenteranno con Luciano Federici le diverse opzioni che un direttore della fotografia ha per conferire all’inquadratura una maggiore incisività rispetto ai temi e i generi trattati.

giorni: 14-15 dicembre

orario: 10-18; 10-17

docente: Luciano Federici

sede corso: Base Zero (via Catania 18)

Costo: 112 euro; 100 euro (per chi è già in possesso di tessera Aiace).

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